Abusi e violenze nelle relazioni familiari e di affetto

La famiglia non è sempre un luogo dal quale attingere conferme e affetto, a volte diventa una prigione da cui scappare. Se sei vittima di abusi e violenze, ogni momento è quello giusto per dire basta.

Cosa leggerò in questo articolo?

  • Abusi e violenze fisiche e psicologiche (le più subdole)
  • I segnali della violenza psicologica
  • Abusi e violenze: come si passa dalla violenza psicologica a quella fisica?
  • I Centri Anti-violenza in Italia: un aiuto prezioso per uscire dalla violenza

Abusi e violenze fisiche e psicologiche (le più subdole)

Esistono abusi e violenze verbali, psicologiche e fisiche. Di frequente le violenze fisiche arrivano dopo un periodo più o meno lungo di abusi psicologici. E spesso le vittime sono donne, come dimostrano i fatti di cronaca più e meno recenti. Al punto da rendere necessaria la creazione del numero verde 1522, prezioso strumento di aiuto, disponibile anche su chat scaricando la App. Ma le vittime possono essere anche uomini e bambini. La manipolazione psicologica è una forma di abuso che colpisce sia le donne che gli uomini. Viene attuata con comportamenti subdoli e contraddittori che hanno lo scopo di ingannare la vittima e di destabilizzarla. Come offese e insulti o frasi indirette che puntano a farla sentire in colpa, che non lasciano segni sul corpo ma nell’anima.

I segnali della violenza psicologica

Chi è vittima di violenza psicologica può accorgersene anche molto tempo dopo. Può succedere di provare improvvisamente un dolore interiore sempre più intenso di cui non si riescono a capire le cause e che, per questo motivo, può far sentire in colpa chi lo prova.

La mia esperienza

In passato ho vissuto un rapporto sentimentale complicato. Durante un periodo di fragilità emotiva ho incontrato un ragazzo che all’inizio era gentile e pieno di attenzioni. Forse troppe, dopotutto non ci conoscevamo da molto. Dopo qualche tempo ha cominciato a mostrarsi eccessivamente geloso, controllante e sgarbato nei modi. Mi diceva bugie e quando lo facevo notare, manipolava le mie paure e le situazioni per convincermi della sua sincerità. Mi sentivo stanca, delusa e spesso in colpa perchè non mi fidavo di lui, ma al tempo stesso pensavo che la mia diffidenza fosse la causa delle sue reazioni. Voleva farmi credere di sapere cosa era meglio per me e a volte gli ho creduto.

Poi, una sera, durante una discussione, ho aperto gli occhi sull’aggressività di alcuni comportamenti che aveva nel corso della lite e sulla paura che provavo. Sensazioni che con lui avevo già sperimentato ma a cui non avevo dato importanza.

Cosa ho capito grazie a questa esperienza

Bisogna fare attenzione ai segnali. Quel giorno ho capito che se mi avesse amato non si sarebbe mai comportato così. Chi ama ti protegge, ti rassicura, prende sul serio i tuoi bisogni e tratta con cura le tue paure. Non le minimizza, non le strumentalizza e soprattutto non le usa mai contro di te per darti la colpa dei suoi comportamenti. Chi ti ama non ti maltratta. Quella sera ho capito che per essere felice avrei dovuto lasciarlo e non sentirlo più. Con il tempo, mi sono perdonata di averlo fatto entrare nella mia vita. Poi ho conosciuto l’amore. Quello vero.

Abusi e violenze: come si passa dalla violenza psicologica a quella fisica?

Insulti, controlli. Silenzi prolungati e ingiustificati. Limitazioni di libertà. Offese sul piano personale, gesti di aggressione. Schiaffi. Sono alcuni esempi di comportamenti aggressivi che possono manifestarsi nelle relazioni familiari e di affetto. Come abbiamo visto nell’articolo sulla violenza psicologica, le aggressioni mentali sono le più difficili da riconoscere. Spesso vengono messe in pratica con comportamenti subdoli, manipolatori, omissivi e con atteggiamenti che si basano sull’indifferenza verso i bisogni, le richieste e le opinioni dell’altro. Spesso le violenze fisiche sono precedute da abusi psicologici ripetuti nel tempo. Questi comportamenti hanno lo scopo di “allenare” la vittima a sopportare, a subire. Destabilizzandola emotivamente, giorno dopo giorno, a piccole dosi. In questo senso, la violenza è un “procedimento” di assoggettamento progressivo. Maltrattamenti ripetuti nel tempo che richiamano per certi aspetti le sofferenze della rana bollita di Noam Chomsky.

Abusi e violenze: cosa dice il principio della rana bollita?

Noam Chomsky lo spiega nel suo libro Media e potere: “Immaginate un pentolone pieno di acqua fredda nel quale nuota tranquillamente una rana. Il fuoco è acceso e sotto la pentola, l’acqua si riscalda pian piano. Presto diventa tiepida. La rana la trova gradevole e continua a nuotare. La temperatura sale. Adesso l’acqua è calda. Un po’ più di quanto la rana non apprezzi. Si stanca un po’, tuttavia non si spaventa. L’acqua adesso è davvero troppo calda. La rana la trova molto sgradevole, ma si è indebolita, non ha la forza di reagire. Allora sopporta e non fa nulla. Intanto la temperatura sale ancora, fino al momento in cui la rana finisce – semplicemente – morta bollita. Se la stessa rana fosse stata immersa direttamente a 50° avrebbe dato un forte colpo di zampa, sarebbe balzata subito fuori dal pentolone”.

I Centri Anti-violenza in Italia: un aiuto prezioso per uscire dalla violenza

Se sei vittima di violenza psicologica o fisica, ogni momento è quello giusto per chiudere la relazione tossica. Se non riesci, oppure avverti un pericolo per te o per i tuoi figli, puoi rivolgerti a strutture specializzate che offrono gratuitamente supporto legale e psicologico. I Centri Anti-violenza in Italia svolgono un lavoro fondamentale nella lotta contro i maltrattamenti aiutando le vittime soprattutto nelle situazioni più critiche. Sono presenti su tutto il territorio nazionale e danno assistenza a tutto tondo. Ad esempio, all’Associazione Di. Re.-Donne in Rete contro la violenza – aderiscono 80 Centri Anti-violenza in Italia, suddivisi per Regione. Offrono accoglienza telefonica, ospitalità in case rifugio, consulenza psicologica e legale. Puoi trovare il Centro Antiviolenza più vicino a te cliccando su questo link.

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