Convivenza di fatto: che diritti hanno i partner?

Con la registrazione della convivenza, la coppia di fatto acquista, per legge, i diritti previsti dall’articolo 1, comma 38 e seguenti, della L. n. 76 del 2016. Vediamo quali sono.

Cosa leggerò in questo articolo?

  • Diritti previsti dall’ordinamento penitenziario
  • Diritti in ambito sanitario nella convivenza di fatto
  • Risarcimento del danno da morte ingiusta del partner
  • Diritti sulla casa di comune residenza
  • Diritto di preferenza nell’assegnazione degli alloggi popolari
  • Tutela contro i maltrattamenti nella convivenza di fatto
  • Diritti del partner convivente all’interno dell’impresa familiare
  • Diritto agli alimenti nella convivenza di fatto

Diritti previsti dall’ordinamento penitenziario

I conviventi di fatto hanno gli stessi diritti spettanti al coniuge nei casi previsti dall’ordinamento penitenziario (articolo 1, comma 38).

Diritti in ambito sanitario nella convivenza di fatto

In caso di malattia o di ricovero, il convivente ha il diritto di visitare e assistere il partner degente. Inoltre, ha il diritto di accedere alle sue informazioni personali sanitarie, secondo le regole previste dalle strutture ospedaliere per i coniugi e i familiari.

Ciascun convivente ha, inoltre, il diritto di nominare l’altro come suo rappresentante conferendogli poteri pieni o limitati:

  1. in caso di malattia che comporta incapacità di intendere e di volere, per le decisioni in materia di salute;
  2. in caso di morte, per quanto riguarda la donazione degli organi, le modalità di trattamento del corpo e le celebrazioni funerarie.

Come si fa a nominare il convivente come proprio rappresentante?

E’ semplice: basta scrivere questa volontà su un foglio e firmarlo. Se non c’è la possibilità di redigerla, bisogna manifestare questa intenzione alla presenza di un testimone. (articolo 1, comma 41).

Risarcimento del danno da morte ingiusta del partner

Se uno dei due conviventi muore a causa del comportamento illecito di una terza persona, l’altro ha diritto di agire in giudizio contro il responsabile. Si applicano gli stessi criteri individuati per il risarcimento del danno al coniuge superstite. Per ottenere questo risarcimento, il convivente superstite dovrà rivolgersi ad un avvocato e firmare un mandato difensivo per l’assistenza in giudizio.

Diritti sulla casa di comune residenza

Se il convivente-proprietario della casa di comune residenza muore:

  • l’altro convivente ha diritto di continuare ad abitarvi per due anni o per un periodo pari alla convivenza se superiore a due anni (comunque, non oltre i cinque anni);
  • se coabitano anche figli minori o disabili del convivente superstite, il periodo di permanenza non può essere inferiore a tre anni;
  • nel caso in cui il convivente superstite cessi di abitare stabilmente nella casa di comune residenza, il diritto di abitazione viene meno;
  • il convivente superstite che intraprende una nuova convivenza, unione civile o matrimonio, perde il diritto di abitazione.

Se il convivente-inquilino della casa di comune residenza muore o recede dal contratto di locazione della casa di comune residenza, l’altro ha facoltà di succedergli nel contratto.

Diritto di preferenza nell’assegnazione degli alloggi popolari

Ci sono casi in cui l’appartenenza ad un nucleo familiare costituisce requisito di preferenza nelle graduatorie per l’assegnazione di alloggi di edilizia popolare. I conviventi registrati godono di questo requisito, a parità di condizioni.

Tutela contro i maltrattamenti nella convivenza di fatto

Il reato di maltrattamenti contro familiari e conviventi, previsto e punito dall’articolo 572 del codice penale, si configura anche senza vincolo matrimoniale.

Diritti del partner convivente all’interno dell’impresa familiare

Se uno dei due conviventi presta stabilmente la sua opera all’interno dell’impresa dell’altro, diventa titolare del diritto di partecipazione:

  1. agli utili (tranne se tra i due esista un rapporto di società o di lavoro subordinato);
  2. ai beni acquistati con gli utili;
  3. agli incrementi dell’azienda in proporzione al lavoro svolto.

Diritto agli alimenti nella convivenza di fatto

Dopo la rottura del legame di convivenza, può succedere che uno dei partner si ritrovi in stato di bisogno. Se non è in condizione di provvedere da solo al proprio mantenimento, può fare richiesta di alimenti all’ex convivente (articolo 1, comma 65). Se l’istanza viene accolta, gli alimenti vengono corrisposti per un periodo proporzionale alla durata della convivenza, secondo le indicazioni riportate nel provvedimento giudiziario.

Potrebbe interessarti anche:

Ultimi articoli

Mantenimento dei figli: come funziona?

Mantenere un figlio significa aiutarlo a realizzare se stesso. Mantenimento significa anche prendersi cura delle sue esigenze di crescita e di...

L’assegnazione della casa familiare quando ci sono figli

Dopo la separazione, l'assegnazione della casa familiare viene disposta tenendo conto dell'interesse della prole e, per questo motivo, generalmente spetta al genitore...

Genitori dello stesso sesso: opinioni a confronto

Perchè le coppie formate da persone dello stesso sesso non possono avere figli? Il benessere di un bambino e la sua felicità...

Categorie più visitate