Matrimonio e diritti: cosa dice la legge?

Qui puoi trovare gli articoli di legge più importanti che ho selezionato per te dal codice civile aggiornato al 2020. Grazie a questa mini guida, puoi avere una visione semplice e chiara dei diritti e dei doveri derivanti dal matrimonio. Senza dimenticare che la disciplina relativa ai figli si applica anche se i genitori non sono sposati.

Indice

  1. Matrimonio e diritti e doveri reciproci dei coniugi (articolo 143 c.c.)
  2. Indirizzo della vita familiare e residenza della famiglia (articolo 144 c.c.)
  3. Matrimonio e diritti – l’intervento del giudice (articolo 145 c.c.)
  4. Matrimonio e diritti – l’allontanamento dalla residenza familiare (articolo 146 c.c.)
  5. Doveri verso i figli (articolo 147 c.c.)
  6. Concorso negli oneri (articolo 148 c.c.)
  7. Matrimonio e diritti inderogabili (articolo 160 c.c.)
  8. Diritti e doveri del figlio (articolo 315 bis c.c.)
  9. Concorso nel mantenimento (articolo 316 bis c.c.)

1. Matrimonio e diritti e doveri reciproci dei coniugi (articolo 143 c.c.)

Con il matrimonio il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri. Dal matrimonio deriva l’obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione. Entrambi i coniugi sono tenuti, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia.

2. Indirizzo della vita familiare e residenza della famiglia (articolo 144 c.c.)

I coniugi concordano tra loro l’indirizzo della vita familiare e fissano la residenza della famiglia secondo le esigenze di entrambi e quelle preminenti della famiglia stessa. A ciascuno dei coniugi spetta il potere di attuare l’indirizzo concordato.

3. Matrimonio e diritti – l’intervento del giudice (articolo 145 c.c.)

In caso di disaccordo ciascuno dei coniugi può chiedere, senza formalità, l’intervento del giudice il quale, sentite le opinioni espresse dai coniugi e, per quanto opportuno, dai figli conviventi che abbiano compiuto il sedicesimo anno, tenta di raggiungere una soluzione concordata. Ove questa non sia possibile e il disaccordo concerna la fissazione della residenza o altri affari essenziali, il giudice, qualora ne sia richiesto espressamente e congiuntamente dai coniugi, adotta, con provvedimento non impugnabile, la soluzione che ritiene più adeguata alle esigenze dell’unità e della vita della famiglia.

4. Matrimonio e diritti: l’allontanamento dalla residenza familiare (articolo 146 c.c.)

Il diritto all’assistenza morale e materiale previsto dall’articolo 143 è sospeso nei confronti del coniuge che, allontanatosi senza giusta causa dalla residenza familiare, rifiuta di tornarvi. La proposizione della domanda di separazione o di annullamento o di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio costituisce giusta causa di allontanamento dalla residenza familiare. Il giudice può, secondo le circostanze, ordinare il sequestro dei beni del coniuge allontanatosi, nella misura atta a garantire l’adempimento degli obblighi previsti dagli articoli 143, terzo comma, e 147.

5. Doveri verso i figli (articolo 147 c.c.)

Il matrimonio impone ad ambedue i coniugi l’obbligo di mantenere, istruire, educare e assistere moralmente i figli, nel rispetto delle loro capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni, secondo quanto previsto dall’articolo 315 bis.

6. Concorso negli oneri (articolo 148 c.c.)

I coniugi devono adempiere l’obbligo di cui all’articolo 147, secondo quanto previsto dall’articolo 316 bis.

7. Matrimonio e diritti inderogabili (articolo 160 c.c.)

Gli sposi non possono derogare né ai diritti né ai doveri previsti dalla legge per effetto del matrimonio.

8. Diritti e doveri del figlio (articolo 315 bis c.c.)

Il figlio ha diritto di essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori, nel rispetto delle sue capacità, delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni. Il figlio ha diritto di crescere in famiglia e di mantenere rapporti significativi con i parenti. Il figlio minore che abbia compiuto gli anni dodici, e anche di età inferiore ove capace di discernimento, ha diritto di essere ascoltato in tutte le questioni e le procedure che lo riguardano. Il figlio deve rispettare i genitori e deve contribuire, in relazione alle proprie capacità, alle proprie sostanze e al proprio reddito, al mantenimento della famiglia finchè convive con essa.

9. Concorso nel mantenimento (articolo 316 bis c.c.)

I genitori devono adempiere i loro obblighi nei confronti dei figli in proporzione alle rispettive sostanze e secondo la loro capacità di lavoro professionale o casalingo. Quando i genitori non hanno mezzi sufficienti, gli altri ascendenti, in ordine di prossimità, sono tenuti a fornire ai genitori stessi i mezzi necessari affinchè possano adempiere i loro doveri nei confronti dei figli. In caso di inadempimento il presidente del Tribunale, su istanza di chiunque vi ha interesse, sentito l’inadempiente ed assunte informazioni, può ordinare con decreto che una quota dei redditi dell’obbligato, in proporzione agli stessi, sia versata direttamente all’altro genitore o a chi sopporta le spese per il mantenimento, l’istruzione e l’educazione della prole. Il decreto, notificato agli interessati ed al terzo debitore, costituisce titolo esecutivo, ma le parti ed il terzo debitore possono proporre opposizione nel termine di venti giorni dalla notifica. L’opposizione è regolata dalle norme relative all’opposizione al decreto di ingiunzione, in quanto applicabili. Le parti ed il terzo debitore possono sempre chiedere, con le forme del processo ordinario, la modificazione e la revoca del provvedimento.

 

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