Violenza psicologica: parlarne per rompere il silenzio

I giornali ci raccontano quasi quotidianamente storie di violenza, omicidi e aggressioni a danno di donne. Ma non si soffermano adeguatamente, purtroppo, sul fatto che la violenza fisica spesso è preceduta da periodi più o meno lunghi di violenze psicologiche. Messe in atto allo scopo di indebolire l’autostima, la sicurezza personale e la capacità di autodeterminazione della vittima, con lo scopo di assoggettarla mentalmente al controllo dell’aggressore.

Cosa leggerò in questo articolo?

  • Alcuni esempi di violenza psicologica
  • Il rischio di cadere vittima di un partner maltrattante
  • Come funziona il meccanismo della violenza psicologica?

Alcuni esempi di violenza psicologica

Le violenze psicologiche sono aggressioni mentali che indeboliscono l’equilibrio emozionale e relazionale della persona che le subisce. Vediamo alcuni esempi di comportamenti psicologicamente violenti messi in atto dall’aggressore nei confronti della vittima:

  • manipolazioni delle emozioni (farle credere di sapere “ciò che è meglio per lei”; addossarle la colpa di una propria azione o reazione; minimizzare le sue richieste e i suoi bisogni);
  • umiliazioni (criticare il suo fisico, il suo lavoro o le sue passioni; insultarla; rivolgerle parolacce; farle scherzi e battute di cattivo gusto);
  • critiche indirette (come paragoni con l’ex partner o amici o conoscenti giudicati “migliori” di lei);
  • comportamenti controllanti (controllo economico; delle amicizie; dei legami affettivi; delle uscite; del vestiario; del lavoro e delle sue scelte personali);
  • violazioni della privacy (lettura di email o messaggi a lei indirizzati);
  • silenzi prolungati (allo scopo di convincerla a fare o a non fare qualcosa);
  • isolamento sociale (con richieste spesso mascherate dalla scusa di “amarla troppo”);
  • rimproveri continui e gli scatti di ira improvvisi (allo scopo di insinuarle paura e di testarne la capacità di sopportazione e resistenza ai maltrattamenti);
  • minacce di aggressione (per convincerla ad accettare richieste che altrimenti non avrebbe accettato; sfruttando la paura per farla diventare più accondiscendente);
  • falsi pentimenti che servono a ottenere il perdono necessario per riprendere il ciclo di aggressioni.

Se vuoi saperne di più, ti suggerisco la lettura di questo interessante articolo su wikipedia.org che evidenzia come la violenza psicologica segua uno schema analogo “a quello dei seviziatori nei campi di prigionia“.

Il rischio di cadere vittima di un partner maltrattante

Come succede, a un certo punto della vita, di cadere vittima di un partner maltrattante?

Ogni storia di abusi e violenze rappresenta un mondo esperienziale a sè che mal si presta ad essere universalizzato.

A me, ad esempio, è capitato di vivere un rapporto difficile durante un periodo di fragilità emotiva che ho superato attraverso un percorso di crescita personale. Per questo motivo mi sento di dire che, quando l’autostima è scarsa, è più facile ritrovarsi in relazioni sbagliate e convincersi che abusi, trascuratezze, critiche denigranti, siano in qualche modo giustificabili. Invece non lo sono mai.

Buona autostima e scarsa autostima: due modi diversi con cui guardare se stessi

Ognuno di noi ha una bellezza unica interiore (mente) ed esteriore (corpo).

Avere una buona autostima significa riconoscere la propria bellezza e apprezzarla. Ogni volta che ci complimentiamo con noi stessi portiamo alla luce i nostri pregi esclusivi. Il corpo e la mente ci ringraziano di questo amore diventando più belli. Ci mostriamo agli altri con fiducia, pronti a ricevere i doni della vita.

Avere scarsa autostima significa non riuscire ad apprezzare la propria bellezza nelle sue diverse forme e aspetti. Lo facciamo tutte le volte in cui sentiamo di non essere abbastanza realizzati, belli, bravi, sicuri, simpatici, ad esempio. Quando non vediamo la nostra bellezza interiore o esteriore, ci convinciamo che neanche gli altri la vedano. Talvolta potremmo addirittura accettare critiche non costruttive e denigranti, pensando che per qualche ragione siano meritate. Il bisogno di essere amati porta ad accettare anche sentimenti di bassa qualità.

Come funziona il meccanismo della violenza psicologica?

Purtroppo è difficile riconoscere le persone vittime di violenza psicologica perchè talvolta subiscono anche in modo inconsapevole. Chi subisce potrebbe vergognarsi di ciò che prova.

La vergogna è un giudizio negativo che può essere sostituito in qualsiasi momento con pensieri buoni e comprensivi verso se stessi. E’ fondamentale riuscire a perdonare se stessi. L’autostima è la migliore difesa contro le relazioni sbagliate ed è la benzina della felicità. Siamo nati con il diritto di essere felici. Anche tu, qualunque sia il tuo presente e il tuo passato. Nessuna circostanza, sbaglio, scelta di vita può giustificare in nessun caso comportamenti che ti fanno del male.

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